Chat_GPT_Image_25_giu_2026_09_52_55_4552045869

Il carcere non viene raccontato come semplice ambientazione, ma come un organismo complesso, fatto di regole, relazioni e limiti. È questo uno degli aspetti centrali di Gargoyle, romanzo d’esordio di Alfredo Vassalluzzo, pubblicato da Sensibili alle Foglie.

Il libro prende avvio dall’ingresso di un insegnante in un istituto penitenziario maschile. La sua presenza permette al lettore di avvicinarsi a un ambiente spesso conosciuto solo attraverso immagini stereotipate o cronache giudiziarie. Tuttavia, il romanzo non si limita a seguire il percorso del protagonista. Lo sguardo dell’insegnante diventa piuttosto uno strumento per osservare una realtà più ampia, nella quale ogni gesto è condizionato dal contesto istituzionale.

Uno degli elementi più rilevanti del testo è la rappresentazione dei detenuti. Vassalluzzo evita di trasformarli in simboli o casi esemplari. Le loro storie emergono in modo frammentario, lasciando intravedere percorsi individuali complessi, segnati da responsabilità, fragilità e contraddizioni. Il romanzo non assolve e non condanna in modo automatico, ma invita a guardare oltre le categorie rigide.

Accanto alla dimensione umana, assume particolare importanza quella burocratica. Le norme e le procedure non restano sullo sfondo: entrano nella vita quotidiana, definiscono possibilità, interrompono iniziative, stabiliscono confini. In questo senso, l’episodio del manoscritto scritto da un detenuto diventa particolarmente significativo. La scrittura appare come un tentativo di costruire uno spazio personale, ma si scontra con la rigidità del sistema.

Il titolo Gargoyle introduce una metafora efficace. Le figure architettoniche che osservano dall’alto senza intervenire richiamano la posizione dell’educatore: presente, coinvolto, ma spesso privo degli strumenti necessari per modificare ciò che vede.

Con una prosa sobria e misurata, Vassalluzzo costruisce un racconto che non cerca effetti facili. Il risultato è un romanzo che utilizza il carcere come punto di osservazione per interrogare temi più ampi: identità, responsabilità, istituzione e possibilità di cambiamento.